Articoli

La sicurezza prima di tutto

Il mese di marzo è dedicato al benessere oculare negli ambienti di lavoro, con l’obiettivo di promuovere la salute degli occhi e la sicurezza nelle procedure cliniche e chirurgiche.

Gli occhi, infatti, sono esposti ad una serie di rischi che sono particolarmente ricorrenti nei contesti clinici e che includono gli schizzi di liquidi, le esalazioni delle apparecchiature, il contatto con sostanze chimiche o vapori irritanti.

I rischi per gli occhi

Tra i pericoli che possono minacciare gli occhi, consideriamo innanzitutto possibili schizzi di liquidi biologici contenenti virus come l’HIV, l’herpes papilloma virus o il virus dell’epatite C. Quelli che abbiamo enumerato sono sicuramente tra i patogeni più pericolosi che possono penetrare nell’occhio attraverso le mucose che rivestono le membrane oculari.

Questa tipologia di rischio è particolarmente elevata nel corso di procedure chirurgiche o odontoiatriche, in caso di detersione e medicazione delle ferite e durante i prelievi di sangue.

L’occhio può rappresentare una fonte di propagazione sistemica delle infezioni attraverso le lacrime contaminate.

In senso inverso, le goccioline di saliva o le particelle nebulizzate potrebbero propagare infezioni all’occhio se entrassero in contatto con la congiuntiva. Questa via di contaminazione è risultata molto evidente nel caso del virus Sars-Cov-2, che ha determinato la pandemia da COVID-19.

Le evidenze cliniche che le particelle nebulizzate possano costituire un veicolo di infezione quando entrano in contatto con gli occhi supportano la necessità di protocolli che prevedano l’utilizzo di occhiali protettivi, con o senza protezione facciale, in molti contesti sanitari.

Anche gli operatori sanitari che svolgono servizi di emergenza, gli autisti delle ambulanze o gli staff che si occupano dei servizi di trasporto e pulizia, possono essere esposti alla contaminazione per via oculare.

In base ai dati dell’American Academy of Ophthalmology (AAO) circa il 90% di questi rischi può essere ridotto in misura rilevante indossando appropriati dispositivi di protezione personale.

Identificare i pericoli per gli occhi

Le sostanze chimiche in uso nei laboratori e nelle sale chirurgiche sono spesso acide, caustiche o in qualche modo irritanti. Se vengono schizzate negli occhi possono causare perdite di visus, ustioni corneali e irritazione. Gli stessi vapori chimici possono irritare gli occhi, se non protetti. Infatti, le particelle nebulizzate diffuse nell’ambiente da trapani dentistici, nebulizzatori, centrifughe e aspiratori potrebbero raggiungere gli occhi e determinare danno.

Anche equipaggiamenti e strumenti utilizzati dai medici, in particolare bisturi chirurgici, siringhe, scalpelli odontoiatrici possono provocare danni oculari se urtano accidentalmente gli occhi o se il paziente si muove improvvisamente.

I raggi laser possono essere pericolosi per gli occhi degli oculisti, che ne fanno un uso frequente per trattare gli occhi dei loro pazienti.

L’occhio umano non protetto può essere, infatti, permanentemente danneggiato dai raggi diretti o riflessi. L’area oculare che viene colpita dipende dalla lunghezza d’onda del raggio laser incidente. In base ai dati raccolti dal Laser Safety Program dell’Università di San Diego (California) la retina, la cornea e il cristallino risultano essere le aree danneggiate più di frequente.

Nello specifico la luce laser nello spettro che va dal visibile all’infrarosso (400-1.400 nm) potrebbe determinare un danno retinico. I raggi infrarossi A attraversano, infatti, la cornea e il cristallino, che li mette a fuoco in un’area ristretta della retina concentrando così l’esposizione radiante del laser più di 100.000 volte. Poiché il tessuto retinico non può essere rigenerato, eventuali lesioni indotte dai raggi laser possono essere permanenti e sono particolarmente gravi quando interessano la macula e la fovea.

La luce laser nello spettro dell’ultravioletto (180-400 nm) o nello spettro dell’infrarosso lontano (1.400 nm-1 mm; ad es. i laser a diossido di carbonio: 10.600 nm) possono danneggiare cornea e cristallino. Il danno fotochimico ultravioletto è determinato dall’assorbimento della radiazione ultravioletta (UV) da porzioni sensibili delle cellule corneali.

L’assorbimento eccessivo di radiazioni UV può determinare fotofobia, rossore oculare, lacrimazione, rilascio di secrezioni e sensazione di annebbiamento.

Le radiazioni dell’infrarosso lontano possono causare danno termico anche attraverso il riscaldamento del fluido lacrimale e della componente liquida dei tessuti corneali. L’esposizione eccessiva alle radiazioni infrarosse determina perdita della trasparenza corneale o irregolarità nella superficie oculare.

Come proteggere gli occhi

Cominciamo col sottolineare  l’importanza di scegliere dispositivi di protezione personale certificati.

La scelta della protezione oculare più appropriata dipende poi dalla specifica situazione che comporta esposizione a rischio e dai requisiti visivi che devono essere soddisfatti.

La protezione oculare giusta deve essere confortevole, assicurare una buona visione periferica e adattarsi nella migliore maniera possibile.

Il rischio infettivo

Bisogna considerare, poi, l’ampia gamma di necessità legate alla protezione dal rischio di infezione.

Tra i dispositivi di protezione di uso comune ricordiamo:

  1. Occhiali protettivi, che si adattino perfettamente al profilo (occhi e fronte), ma che siano dotati di un rivestimento anti-annebbiamento. I modelli più nuovi di occhiali protettivi sono concepiti in modo da assicurare una buona qualità di visione laterale e favorire la circolazione dell’aria, prevenendo problemi di annebbiamento. Sono disponibili in più taglie e molti di essi si possono indossare sopra le normali lenti correttive.
  2. Protezioni facciali, che avvolgano anche la parte superiore della testa e il mento e si pieghino dietro le orecchie per evitare che qualche sostanza dispersa possa raggiungere gli occhi.
  3. Respiratori a protezione integrale, dotati di purificatori d’aria per prevenire che si inalino microrganismi patogeni con gli atti respiratori.

Gli occhiali a tempiale o le lenti a contatto non sono di per sé idonei ad assicurare protezione dal rischio di infezione o danno chimico o meccanico alla superficie oculare.

 

Bibliografia
  1. Ocusafe. ANSI Z87.1 for healthcare professionals: a special focus; https://ocusafe.com/blog/ansi-z87-1-for-healthcare-professionals-a-special-focus; Published on June 18, 2025.
  2. Turbert D. American Academy of Ophthalmology. Eye injury protection. published April 14, 2014. https://www.aao.org/eye-health/tips-prevention/injuries-work
  3. University of California San Diego. Laser Safety Program: biological effects of laser radiation. Last updated: October 27, 2020. https://blink.ucsd.edu/safety/radiation/lasers/effects.html
  4. National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH). Eye protection for infection control. Published February 11, 2025. https://www.cdc.gov/niosh/index.html
  5. RightPatient. How to protect your eyes from laser treatments and procedures. Published October 13, 2025

 C'è molto di più per te se ti iscrivi qui

Mandaci i tuoi commenti, le tue richieste e le tue proposte per arricchire i contenuti del nostro portale.

    Questo sito è protetto da reCAPTCHA. Vengono applicate le condizioni di utilizzo indicate nella Privacy Policy.



    Tutti gli articoli


    articoli che parlano di Discomfort Oculare