Esiste tra donne e uomini una diversa predisposizione a sviluppare patologie oculari? E se sì, quali sono le ragioni che spiegano questa importante differenza di genere?
Lo studio sulla popolazione americana
A supporto di questa ipotesi è stato pubblicato nel 2025 su Ophthalmology Science un ampio studio di coorte, realizzato da Victoria A. Bugg e dal suo gruppo di ricerca, che ha testato le differenze tra uomini e donne affetti da ipovisione o cecità negli Stati Uniti.
Lo studio ha preso in considerazione 14.549.105 pazienti, di età compresa tra 50 e 99 anni, i cui dati erano stati inclusi nel Registro IRIS (Intelligent Research in Sight) dell’American Academy of Ophthalmology tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre dello stesso anno. I pazienti sono stati suddivisi, in base alla migliore acuità visiva corretta nell’occhio dominante, in quattro categorie: ipovisione lieve, moderata, severa e cecità. Le cause di perdita della vista sono state individuate in base alla International Classification of Diseases e includevano: degenerazione maculare legata all’età, glaucoma, distacco di retina, occlusione venosa retinica, opacità corneale, ambliopia. I pazienti ciechi sono stati ottenuti per sottrazione dei soggetti ipovedenti dal numero totale.
Risultati
Il risultato finale è stato che le donne americane incluse nello studio presentavano una maggiore probabilità di una diagnosi di patologia oculare o perdita della vista rispetto agli uomini. Questo dato potrebbe in una certa misura risentire della maggior frequenza con cui le donne si recano nei laboratori oculistici rispetto agli uomini quando accusano un fastidio visivo.
In ogni caso, confrontando dati analoghi per età, le donne sono risultate a maggior rischio di sviluppare cataratta, degenerazione maculare senile, retinopatia diabetica e fori maculari.
Gli uomini presentano, invece, un maggior rischio di distacco della retina.
Focus sui dettagli
Secondo i dati del database IRIS, le donne presentavano un profilo di rischio molto più elevato degli uomini, con queste specifiche di dettaglio:
- il rischio di perdita della vista, da lieve a moderata, nelle donne è risultata del 30% superiore rispetto agli uomini
- la perdita grave della vista grave è risultata del 35% più frequente nelle donne
- la cecità totale è risultata del 54% più diffusa nel sesso femminile.
Sesso femminile e retina
A supporto dell’ipotesi di una maggiore fragilità oculare connessa al sesso femminile bisogna considerare l’influenza che un evento fisiologico come la menopausa può avere sula salute dell’occhio ed in particolare della retina.
Il rischio di malattie della retina aumenta nelle donne dopo i 50 anni e in particolare dopo la menopausa.
Da un’analisi per patologia emerge che le donne post-menopausa presentano:
- un rischio più alto del 32% di sviluppare degenerazione maculare e fori maculari
- un rischio maggiore dell’8% di insorgenza della retinopatia diabetica
- un aumento del 10% del rischio di occlusioni vascolari retiniche.
Parte di questa vulnerabilità può essere spiegata con l’abbassamento del livello degli estrogeni, dovuto proprio alla menopausa. Gli estrogeni sono ormoni protettivi contro lo stress ossidativo che può colpire tutti i tessuti oculari e in particolare i fotorecettori retinici.
Differenze anatomiche tra occhio femminile e maschile
Uno studio del 2023, pubblicato su Frontiers in Medicine e basato su tecniche di machine learning, ha analizzato le scansioni oculari di giovani adulti sani e ha identificato delle differenze anatomiche tra occhio femminile e occhio maschile. In particolare, la struttura della retina è risultata diversa tra uomini e donne, in quanto negli uomini gli strati interni della retina sono in media più spessi, mentre nelle donne risultano più sottili.
Si pensi che gli algoritmi AI sono stati in grado di riconoscere il sesso dei partecipanti in base agli spessori retinici.
Quantitative proteomic profiling e differenze di genere
Uno studio preclinico, pubblicato su Biology of Sex Differences ha poi identificato il fondamento biomolecolare della diversità tra gli occhi maschili e quelli femminili. Esaminando le differenze nell’espressione delle proteine nei tessuti, sono state individuate 21 proteine espresse in modo diverso nella retina di uomini e donne e 58 proteine diverse nell’epitelio pigmentato retinico.
Queste diversità nel proteoma influenzano processi fondamentali come l’attivazione cellulare, la riparazione, la sopravvivenza e la morte delle cellule retiniche.
Diversità rilevate nella pratica clinica
Spostandosi dai laboratori di ricerca alla pratica clinica è stato rilevato che:
- le donne sviluppano più spesso uveiti su base autoimmune, perché hanno una risposta immunitaria più reattiva.
- gli uomini sono più colpiti da uveiti infettive,
- il distacco di retina è meno comune nelle donne (-30%), spesso perché negli uomini è più frequente in seguito a traumi.
Conclusioni
Bisogna ripensare alcuni aspetti della pratica clinica oftalmologica in relazione alle differenze di genere che ormai conosciamo allo scopo di evitare diagnosi tardive, adozione di terapie non corrette, inadeguata compliance dei pazienti o effetti collaterali che si potrebbero prevenire.
Con lo sviluppo di protocolli clinici che tengano conto delle differenze di genere si potrebbero garantire cure più efficaci, personalizzate ed eque.
È necessario, infine, considerare che per promuovere il passaggio ad una medicina oculare più precisa e realmente su misura, le donne sono in media “pazienti più longeve” ed, inoltre, sono persone con bisogni clinici specifici, legati ad assetti biologici, ormonali e genetici che le rendono fisiologicamente differenti dai pazienti di sesso maschile.
- Bugg VA, Eppich K, Blakley MS, Lum F, Greene T, Hartnett ME. Vision Loss and Blindness in the United States: An Age-Adjusted Comparison by Sex and Associated Disease Category. Ophthalmol Sci. 2025 Feb 7;5(4):100735. doi: 10.1016/j.xops.2025.100735.
- Farias FM, Salomão RC, Rocha Santos EG, Sousa Caires A, Sampaio GSA, Rosa AAM, Costa MF, Silva Souza G. Sex-related difference in the retinal structure of young adults: a machine learning approach. Front Med (Lausanne). 2023 Dec 14;10:1275308. doi: 10.3389/fmed.2023.1275308.
- Jang GF, Crabb JS, Grenell A, Wolk A, Campla C, Luo S, Ali M, Hu B, Willard B, Anand-Apte B. Quantitative proteomic profiling reveals sexual dimorphism in the retina and RPE of C57BL6 mice. Biol Sex Differ. 2024 Oct 30;15(1):87. doi: 10.1186/s13293-024-00645-9.
