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Lenti a contatto: buone pratiche di igiene oculare per evitare le infezioni

La superficie degli occhi e i suoi annessi, come palpebre e ciglia, sono tra le strutture del nostro corpo più esposte e quindi fortemente soggette alle contaminazioni microbiche,  alle infezioni e infiammazioni oculari.

Praticare una corretta igiene oculare e perioculare quotidiana è senza dubbio il comportamento più efficace per la prevenzione di stati infettivi che possono provocare condizioni non solo di discomfort oculare, ma quadri clinici patologici più severi.

Inoltre, sebbene tutti i soggetti siano potenzialmente suscettibili alle infezioni agli occhi, alcuni fattori, come l’uso delle lenti a contatto, aumentano la possibilità di complicazioni, tra cui l’insorgenza della cheratite microbica (CM). I fattori di rischio che possono determinare l’insorgenza della CM da lenti a contatto includono:

-l’assenza o la bassa frequenza del lavaggio delle mani;

-l’uso protratto delle lenti a contatto anche durante le ore notturne;

-il fumo;

-la scarsa cura della custodia porta-lenti.

Il lavaggio delle mani è tra le più importanti misure di prevenzione delle infezioni oculari. Alcuni studi, infatti, hanno messo in evidenza che non solo è importante il lavaggio delle mani, ma anche il modo in cui queste devono essere lavate. La tecnica di lavaggio, infatti, varia da persona a persona e dipende dall’uso che si fa delle mani. Ad esempio, un portatore di lenti a contatto che svolge un lavoro manuale come il giardinaggio deve sicuramente prestare maggiore attenzione al lavaggio delle mani prima di maneggiare le lenti a contatto durante il loro inserimento rispetto ad una persona che lavora in ufficio.

In generale, evidenze scientifiche suggeriscono che per ottenere una ragionevole decontaminazione microbica le mani andrebbero lavate per almeno 30-40 secondi.

Inoltre, coloro che indossano le lenti a contatto quotidianamente, oltre che assicurarsi di lavare le mani prima, dopo e durante l’inserimento delle lenti, dovrebbero prestare molta attenzione alle corretta e ottimale conservazione dei liquidi delle lenti, che se contaminati con la presenza di microrganismi, possono determinare infezioni oculari. I microrganismi che più comunemente provocano le cheratiti da lenti sono differenti, ma nella maggioranza dei casi, ovvero in circa l’85%, la cheratite da Acanthamoeba si manifesta proprio nei portatore di lenti a contatto. Si tratta di  un’infezione rara ma molto pericolosa che provoca un dolore molto intenso agli occhi, rossore ed  annebbiamento della vista.

Oltre al lavaggio non accurato delle mani con il sapone, anche gli essiccatori d’aria calda per mani possono contribuire al rischio di infezioni Questo perché, in generale, chi fa uso di questi strumenti non asciuga mai completamente le mani, lasciandole umide e creando quindi un ambiente favorevole per la proliferazione batterica. Le linee guida, pertanto, raccomandano l’uso di asciugamani o tovaglioli in cotone monouso. Questi ultimi, inoltre, andrebbero usati per aprire la custodia delle lenti a contatto, evitando così l’uso delle dita. Inoltre, anche l’utilizzo di salviette alcoliche per la detersioni delle mani non è raccomandabile perché l’alcol non solo potrebbe causare irritazioni agli occhi, ma potrebbe anche danneggiare le lenti.

Regole da seguire per evitare possibili infezioni

  1. Lavare sempre le mani prima di inserire, rimuovere o riposizionare le lenti;
  2. Pulire il coperchio e l’intera custodia delle lenti a contatto, possibilmente con un panno caldo;
  3. Non usare salviette o soluzioni a base alcolica;
  4. Evitare l’utilizzo di essiccatori d’aria calda.

Fonte

Hand hygiene prior to contact lens handling is problematical. Charles W. McMonnies. Contact Lens & Anterior Eye 35 (2012) 65– 70.

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Pubblicato il
venerdì, 27 luglio 2018
Argomento
Infezioni Oculari