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Wills Eye Survey: cosa pensano gli oculisti

Il ruolo di internet, il futuro della ricerca, l’importanza della prevenzione nelle opinioni degli addetti ai lavori.

In base ai dati pubblicati dall’International Council of Ophthalmology si stima che nel mondo ci siano circa 200.000 oculisti praticanti che si occupano di una popolazione di 7 miliardi di persone: ci sono quindi pochi dubbi in merito all’importanza della Oftalmologia come branca della Medicina!
Ma cosa pensano davvero gli oculisti? In questo ambito sono molto interessanti le indicazioni emerse da un sondaggio promosso nel novembre 2017 dal prestigioso Wills Eye Hospital di Philadelphia, in partnership con Ocular Surgery News, e rivolto a esplorare bisogni attuali e trend futuri in base alle opinioni degli stessi addetti ai lavori.
Il campione che ha risposto al sondaggio era costituito in prevalenza da ospedalieri e da liberi professionisti, mentre ad una certa distanza seguivano gli universitari.
In base alle indicazioni degli intervistati la maggioranza dei loro pazienti ancora oggi non fa ricorso sistematicamente a screening e ad altre misure preventive, ma si rivolge all’oculista solo quando si manifesta uno specifico problema oculare.
Metà degli intervistati ha individuato nei propri pazienti una certa proattività rispetto alle misure preventive potenzialmente disponibili e nel 10% persino un’intensa proattività, mentre il 33,9% esclude che sussista ogni attitudine proattiva.
Sono particolarmente interessanti le risposte che concernono le fonti delle informazioni a cui oggi attingono i pazienti: al primo posto si colloca il passa parola, seguito dal medico di base e al terzo internet. I pazienti che acquisiscono le informazioni da internet risultano in media meglio informati in quasi il 60% del campione.
Per quanto riguarda i fattori che orientano la scelta di un centro specializzato a cui indirizzare un paziente, al primo posto si colloca la riconosciuta expertise clinica, al secondo la percentuale di successi nel trattare i singoli pazienti, seguita dalla complessità del caso da gestire, dal grado di avanzamento tecnologico e così via. Per quanto riguarda i settori che conosceranno il maggiore sviluppo nei prossimi 5 anni, tra le terapie oftalmiche innovative al primo posto viene collocata la genetica applicata alla pratica clinica, seguita dai progressi nelle tecnologie di imaging e nei trattamenti delle degenerazioni maculari. Solo successivamente vengono la robotica applicata alla chirurgia oculare e il ruolo dell’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda la telemedicina, sono ancora pochi gli oculisti che la utilizzano in modo sistematico, ma tutti prevedono un suo crescente ruolo negli anni futuri.
Infine tutti gli intervistati auspicano che gli sforzi della ricerca nel futuro prossimo si distribuiscano in egual misura tra progresso della prevenzione e sviluppo delle terapie.
Per approfondire potete consultare i dati completi del sondaggio Wills Eye.

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Pubblicato il
mercoledì, 17 gennaio 2018
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