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DEWS II report ad ARVO 2017

Presentate a Baltimora le conclusioni di più di 2 anni di ricerca scientifica.

Il report finale del DEWS II è stato presentato il 7 maggio nell’ambito di una sessione speciale del Congresso annuale ARVO (Association for Research in Vision and Ophthalmology), promossa dalla TFOS (Tear Film & Ocular Surface Society), a Baltimora (Maryland).
Obiettivo del DEWS II era realizzare un “consensus” globale sui molteplici aspetti del DED (Dry Eye Disease) e proporre un aggiornamento ed upgrade del DEWS I, tenutosi 10 anni fa.
La nuova definizione di DED recita “una patologia multifattoriale della superficie oculare, caratterizzata da una perdita di omeostasi del film lacrimale, e accompagnata da sintomi oculari in cui l’instabilità del film lacrimale e l’iperosmolarità, l’infiammazione della superficie oculare e il danno e le anomalie neurosensoriali svolgono un ruolo eziologico (traduzione a cura del redattore – op. cit. “a multifactorial disease of the ocular surface characterized by a loss of homeostasis of the tear film, and accompanied by ocular symptoms in which tear film instability and hyperosmolarity, ocular surface inflammation, and damage and neurosensory abnormalities play etiological roles.”).
Le modifiche alla precedente definizione di DED rendono la versione 2017 più semplificata ed idonea a risolvere i problemi di confusione tra aspetti diagnostici e fisiopatologici di questa patologia oculare.
Il DEWS II è il risultato del lavoro di 150 tra clinici, ricercatori di base ed esperti di 23 diversi paesi, che hanno lavorato per più di 2 anni, organizzati in molteplici comitati e sottocomitati.
Questa iniziativa scientifica è molto importante dal momento che il dry eye costituisce un problema globale, che colpisce solo negli Stati Uniti circa 30 milioni di persone, ed è tra le cause più frequenti che spingono i pazienti a rivolgersi al medico.
Tra gli aspetti più interessanti del nuovo report rilevano i risultati della relazione tra DED e genere sessuale. David Sullivan, presidente del comitato “Sex, Hormones and Gender”, ha sottolineato che “Gli ormoni sono un fattore importante nel dry eye, ma non sono la sola causa”. Il dry eye presenta una prevalenza più elevata in individui di sesso femminile e di razza asiatica, con maggiori sintomi riferiti da pazienti donne e giovani. Tra l’altro, sottolinea il Prof. Sullivan “le donne tendono a focalizzarsi maggiormente sul mantenimento della salute piuttosto che sulla malattia e tipicamente hanno un’attitudine più proattiva verso la correzione della visione”.
Dal sottocomitato sulla Metodologia diagnostica è arrivato il suggerimento di arricchire il triage diagnostico con alcune domande mirate a determinare se il paziente è effettivamente affetto da DED, del tipo: “Quanto è grave la sua sensazione di discomfort oculare?” oppure “Per quanto tempo perdurano i suoi sintomi, e quale è stato l’evento scatenante?”
Il report su Gestione e terapia raccomanda fortemente, ancora una volta, di evitare i prodotti con conservanti nei pazienti con dry eye severo.

Il report finale del DEWS II (tra 400 e 500 pagine) sarà pubblicato all’inizio del mese di luglio su The Ocular Surface e verrà reso disponibile per il download, in più lingue, sul sito della TFOS www.TearFilm.org

Reference
Sullivan DA, et al. Conclusions and recommendations from the TFOS Dry Eye Workshop II. Presented at: Association for Research in Vision and Ophthalmology annual meeting; May 7-11, 2017; Baltimore.

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Pubblicato il
giovedì, 11 maggio 2017
Argomento
Dry Eye