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Clamidia oculare e terapia antibiotica

L’infezione da Chlamydia trachomatis viene stabilizzata, ma non eradicata da trattamenti antibiotici reiterati

I tassi di clamidia oculare tra i bambini che vivono nelle aree iper-endemiche dell’Africa possono essere stabilizzati con somministrazioni di massa, annuali o biennali, di azitromicina, tuttavia in base ai risultati di una ricerca pubblicata su PLoS Medicine, questo approccio non riesce a conseguire l’obiettivo della eradicazione completa della malattia.

Due fratellini dello Zambia, di 3 e 6 anni, affetti da tracoma.

La clamidia oculare o tracoma è una infezione batterica della congiuntiva e della cornea, causata da Chlamydia trachomatis, un batterio gram-negativo, intracellulare obbligato. La trasmissione dell’infezione può avvenire dagli occhi o dal naso di una persona infetta sia attraverso contatto diretto che indiretto, tramite vestiti o insetti che sono stati a contatto con gli occhi o il naso della persona ammalata.
Il tracoma costituisce la principale causa di cecità nelle aree in cui l’infezione è iper-endemica, concentrate in Africa e soprattutto nel Nord dell’Etiopia.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda somministrazioni annuali di massa di azitromicina presso le comunità che registrano nei bambini tassi di prevalenza >5% dell’infiammazione follicolare da tracoma (TF), seguiti da reiterazioni del trattamento a seguito di verifiche a 1, 3 e 5 anni. Sono insorti, tuttavia, dei dubbi in merito all’effettiva efficacia di questi round multipli di terapia antibiotica, poi confermati dai risultati dello studio del team della Università della California di San Francisco, guidato dal Prof. Jeremy D. Keenan.
Lo studio della durata di 7 anni ha sottoposto ad osservazione 48 comunità, per un totale di 3.938 bambini, di età compresa tra 0 e 9 anni, e prevedeva 4 cicli annuali di trattamento con azitromicina a cui seguiva la randomizzazione per la continuazione o la sospensione del trattamento.
In un campione selezionato di bambini, a 36 mesi dal baseline, risultava che nelle comunità che avevano continuato a ricevere il trattamento, malgrado i 7 anni di trattamenti annuali, l’infezione non era eradicata, ma presentava una prevalenza del 6,6%. Il dato era, tuttavia, significativamente inferiore rispetto alle comunità in cui l’azitromicina era stata sospesa, che raggiungevano una prevalenza del 14,7%. In nessuna delle due branche dello studio è stata raggiunta la soglia <5% TF, stabilita come livello di sospensione.
Il Prof. Keenan ha, quindi, tratto le conclusioni che “Le comunità in cui le somministrazioni di massa annuali o biennali di azitromicina venivano proseguite si registrava la stabilizzazione dell’infezione e della malattia clinica, suggerendo che i soli antibiotici non sono sufficienti all’eradicazione totale dell’infezione nelle aree iper-endemiche. Tuttavia proseguire con la distribuzione di massa di azitromicina dopo 3-5 anni è decisamente meglio per mantenere bassi i livelli di clamidia oculare, piuttosto che discontinuare il trattamento”.

Fonte
Keenan JD, Tadesse Z, Gebresillasie S et al. Mass azithromycin distribution for hyperendemic trachoma following a cluster-randomized trial: A continuation study of randomly reassigned subclusters (TANA II). PLoS Med. 2018 Aug 14;15(8):e1002633. doi: 10.1371/journal.pmed.1002633. eCollection 2018 Aug.

Per aiutare i fratellini Sililo di 6 anni e Maimbolwa di soli 3 anni (ritratti nella foto) vedi https://www.sightsavers.it/appelli-speciali/2018/01/tu-fai-la-differenza-contro-il-tracoma/

 

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Pubblicato il
mercoledì, 17 ottobre 2018
Argomento
Oculistica Pediatrica e Vizi di Refrazione