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Retinite pigmentosa e intervento di cataratta

È possibile prevedere il risultato visivo in base ai parametri refrattivi e ai dati rilevati con l’OCT.

Fig. 1. OCT di occhio con Retinite pigmentosa, in cui si evidenzia una riduzione complessiva dello spessore retinico con accorciamento dei segmenti esterni dei fotorecettori, riduzione dello strato nucleare esterno e atrofia dell’epitelio pigmentato retinico.

L’esito in termini di acuità visiva dell’intervento di cataratta nei pazienti affetti da retinite pigmentosa è un tema estremamente delicato e complesso.
La Retinite Pigmentosa (RP) è una malattia genetica rara che determina una progressiva degenerazione delle cellule fotosensibili della retina, causando la perdita graduale della visione notturna e del campo visivo periferico e, negli ultimi stadi, può portare anche alla compromissione della visione centrale e alla cecità.

Fig. 2. Retinite pigmentosa, immagine del fondo in cui si rilevano caratteristiche tipiche della patologia, quali le alterazioni pigmentarie (frecce) e una colorazione pallida del disco ottico (asterisco).

Uno studio sui pazienti con RP da sottoporre a rimozione della cataratta ha per la prima volta individuato nella condizione della membrana limitante esterna e nello spessore maculare centrale dei parametri che consentono di prevedere gli esiti visivi post-intervento nei pazienti con RP.

Nello studio sono stati inclusi 109 occhi di 70 pazienti con RM, che sono stati sottoposti a una visita oculistica completa, inclusi spectral domain OCT, oftalmoscopia diretta e misurazione della migliore acuità visiva corretta (BCVA), prima dell’intervento e tre mesi dopo.

Sono stati raccolti i dati sulla zona ellissoide, la seconda banda iper-riflettente dell’OCT che corrisponde alla localizzazione anatomica della porzione ellissoide dei fotorecettori del segmento interno e la cui distorsione riflette i cambiamenti nei fotorecettori del segmento esterno.
I risultati finali indicavano che la BCVA risultava migliorata in circa la metà degli occhi operati e i risultati visivi migliori post-intervento si registravano nei pazienti che presentavano integra la membrana limitante interna, un maggiore spessore maculare e livelli più elevati di BCVA prima della chirurgia.

 

Fonte
Mao J, Fang D, Chen Y, et al. Prediction of Visual Acuity After Cataract Surgery Using Optical Coherence Tomography Findings in Eyes With Retinitis Pigmentosa. Ophthalmic Surgery, Lasers and Imaging Retina. 2018;49(8):587-594 https://doi.org/10.3928/23258160-20180803-06

 

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Pubblicato il
martedì, 27 novembre 2018
Argomento
Area Chirurgica