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Una nuova sub-classificazione del diabete di tipo 2

La medicina di precisione come nuovo approccio

L’Oculista Italiano aderisce alla giornata Giornata Mondiale del Diabete condividendo con i propri Lettori non solo articoli che trattano delle patologie oculari, ma anche importanti update sui progressi scientifici che riguardano il diabete, una malattia cronica che può determinare gravi complicanze oculari.

La medicina di precisione, meglio conosciuta con il termine “medicina personalizzata”, sta prendendo sempre più piede in un’epoca di rivoluzione sanitaria che viene definita “tailored-patient”, ovvero incentrata sul paziente. La medicina di precisione è, infatti, un nuovo approccio medico che tiene conto della variabilità genetica, ambientale e dello stile di vita di ciascun individuo al fine di migliorare la prevenzione ma soprattutto il trattamento delle malattie. Questo nuovo modo di approcciarsi alla malattia in realtà inizia ad affermarsi nel 2015 in America, quando l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America B. Obama, ha lanciato una campagna per il sostegno della ricerca basata proprio sulla medicina di precisione per il trattamento delle patologie oncologiche e diabetiche. La medicina di precisione, infatti, permette di migliorare e ottimizzare la terapia farmacologica che spesso risulta inefficace su alcuni soggetti, ed è in grado anche di limitare alcuni effetti collaterali. Evidenze cliniche sulla patologia diabetica, ad esempio, hanno messo in evidenza che non tutti i soggetti affetti da diabete di tipo 2 (DMT2), rispondono allo stesso modo alla terapia. Da qui, l’esigenza di ridefinire correttamente le tipologie di diabete allo scopo di ottenere una diagnosi più accurata e una terapia sempre più personalizzata.

 

Sub-classificazione del diabete di tipo 2

Tradizionalmente la classificazione del diabete è stata basata esclusivamente sulla concentrazione di un solo metabolita, il glucosio. In base a questo parametro, infatti, il diabete veniva classificato in due forme: diabete mellito di tipo 1 (DMT1, insulino-indipendente) e diabete mellito di tipo 2 (DMT2, insulino-dipendente). Tuttavia, ad oggi, questa suddivisione risulta poco esaustiva, considerando soprattutto le diverse forme che il DMT2 può avere. In particolare, il DMT2 viene a sua volta suddiviso in:

LADA (Latent Autoimmune Diabetes in Adults), una forma di diabete autoimmune che insorge nell’adulto;

MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), una forma di diabete ereditaria non autoimmune che si manifesta precocemente;

diabete neonatale, una forma diabetica che insorge in epoca neonatale.

Le forme monogenetiche, ovvero dovute alla mutazione di singoli geni (MODY e neonatale) hanno aperto la strada ad un nuovo approccio basato non solo sui livelli ematici di glucosio (diabete insulino o non-insulino dipendente), ma su altri parametri.

 

Uno studio europeo, pubblicato di recente da un team di ricercatori dell’Università della Finlandia e della Svezia, ha classificato 5 sottogruppi di pazienti (oltre 18.500 mila soggetti) affetti da DMT2 basandosi su sei variabili diverse, tra cui l’età al momento della diagnosi e l’indice di massa corporea. I 5 sottogruppi erano:

1.Diabete severo autoimmune (SAID, severe autoimmune diabetes), pazienti con elevati livelli di autoanticorpi GADA (anti-decarbossilasi dell’acido glutammico), bassi livelli di insulina e basso controllo glicemico;

2.Diabete insulino-deficiente severo (SIDD, severe insulin-deficient diabetes), pazienti con bassi livelli di secrezione insulinica, basso controllo glicemico e alto rischio di insorgenza di retinopatia diabetica;

3.Diabete insulino-resistente severo (SIRD, severe insulin-resistent diabetes), pazienti con alti livelli di resistenza all’insulina, obesità, insorgenza tardiva della patologia diabetica e altro rischio di comparsa della nefropatia;

4.Diabete moderato obesità-correlato (MOD, mild obesity-related diabetes), pazienti obesi, insorgenza precoce e controllo glicemico ottimale;

5.Diabete moderato età-correlato (MARD, mild age-related diabetes), pazienti con un ottimo controllo glicemico e insorgenza diabetica tardiva.

 

Immagine tratta da Prasad RB et al. J Intern Med, 2018. doi:10.1111/joim.12859

Questa proposta di classificazione dei soggetti affetti da DMT2 in sottocategorie potrebbe, secondo gli Autori, contribuire ad implementare la medicina di precisione e individuare la strategia terapeutica migliore per ogni paziente.

Infatti, in base alla categorizzazione in uno dei 5 diversi sottogruppi, la terapia nonché la frequenza, ad esempio, di visite specialiste alle quali i pazienti affetti da DMT2 devono sottoporsi potrebbe variare: quelli appartenenti, ad esempio, al gruppo 4 o 5, non necessitano di continue visite specialistiche, ma possono essere gestiti più facilmente anche adottando piccoli cambiamenti allo stile di vita. E’, dunque, chiaro come questo consentirebbe anche di ridurre in modo importante il costo sociale ed economico correlato a questa patologia cronica.

Fonte

Prasad RB et al. Precision medicine in Type 2 Diabetes. J Intern Med, 2018. doi:10.1111/joim.12859

 

 

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Pubblicato il
mercoledì, 14 novembre 2018
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