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Nuove linee guida OMS consigliano di ridurre l’esposizione agli schermi digitali per i bambini al di sotto di 5 anni

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il 24 aprile le nuove linee guida su “Attività fisica, comportamento sedentario e sonno per i bambini al di sotto dei 5 anni”. Queste linee guida raccomandano un aumento dell’attività fisica e delle ore di sonno ed, inoltre, si soffermano sul tempo che i bambini dovrebbero trascorrere in condizioni sedentarie, davanti agli schermi cioè a guardare televisione, video e videogiochi.

Il tempo trascorso a guardare lo schermo, secondo le raccomandazioni dell’OMS, dovrebbe essere:

-Età 0-1 anno: il tempo di esposizione consigliato è zero.

-Età 2 anni: non più di un’ora al giorno ed, anzi, è preferibile un tempo inferiore.

-Età da 3 a 4 anni: non più di un’ora.

Secondo le linee guida, il comportamento sedentario dei bambini e dei giovani rappresenta un fattore di rischio di mortalità globale e di aumento dell’obesità.

Oltre a queste importanti conseguenze, l’esposizione prolungata agli schermi può determinare in bambini ed adulti, quella che viene definita come “Computer Vision Syndrome” (CVS o Sindrome da visione al computer), la cui incidenza è in forte ascesa soprattutto tra i bambini.

Con CVS si descrivono un gruppo di problemi relativi alla vista derivanti dall’uso prolungato di computer, tablet, e-reader e telefoni cellulari. Il livello di severità di queste alterazioni sembra aumentare con l’aumentare del tempo di esposizione allo schermo digitale.

I sintomi più comuni associati a CVS sono: affaticamento degli occhi, mal di testa, visione offuscata, occhio secco, dolore a collo e spalle.

Questi sintomi possono essere causati da diversi fattori correlati all’uso di schermi, come: scarsa illuminazione, abbagliamento da schermo digitale, distanze di visione improprie, seduta non adeguata, problemi visivi non corretti e, chiaramente, una combinazione di tutti questi fattori.

Questi sintomi sono avvertiti e sperimentati in diversa misura dagli utenti, in base alle capacità visive soggettive ed alla quantità di tempo trascorso a guardare uno schermo digitale. Problemi di visione non adeguatamente corretti come ipermetropia e astigmatismo, inadeguata focalizzazione o capacità di coordinazione oculare, e cambiamenti legati all’invecchiamento degli occhi (presbiopia), possono contribuire all’insorgenza di sintomi visivi quando si utilizza un computer o un dispositivo con schermo digitale.

Molti dei sintomi visivi percepiti sono temporanei e diminuiscono quando si interrompe l’esposizione, tuttavia, alcuni soggetti possono sperimentare una riduzione continua delle capacità visive, tra cui una visione a distanza offuscata. Se non si interviene in alcun modo sulla causa, i sintomi non solo si ripresentano, ma possono peggiorare.

 

Come intervenire?

Non si può pretendere né pensare che i bambini non usino i moderni device tecnologici, ma si può intervenire sul loro approccio, al fine di ridurre i rischi di insorgenza di problemi agli occhi ed alla vista derivanti dall’uso di devices con schermo.

I comportamenti da mettere in atto per limitare i rischi prevedono:

-frequenti pause per risposare gli occhi: una tecnica molto utile quando si utilizza un computer o altri dispositivi digitali è la “regola 20-20-20”, cioè ogni 20 minuti smettere di guardare lo schermo per almeno 20 secondi per guardare qualcosa posta ad almeno 20 metri di distanza. Questo processo rilassa i muscoli degli occhi e previene l’affaticamento;

-stretching o allungamento: durante le brevi interruzioni associate alla regola 20-20-20 il bambino/adulto deve alzarsi dalla scrivania ed allungarsi, allo scopo di alleviare la tensione muscolare che causa disagio agli occhi, alla testa, al collo e al corpo in generale. Lo stretching aiuta anche ad aumentare il flusso sanguigno e restare vigili;

-più tempo all’aria aperta, serve ad alleviare la tensione associata alla sindrome da visione artificiale.

 

Per chi trascorre molto tempo al computer per lavoro, può essere utile valutare l’assetto generale della postazione per l’uso del computer, cioè:

-posizione dello schermo del computer, molti trovano più comodo visualizzare un computer quando gli occhi sono rivolti verso il basso. Nelle condizioni ottimali lo schermo del computer dovrebbe essere da 15 a 20 gradi sotto il livello degli occhi, considerato il centro dello schermo, e a 50-70 cm di distanza;

-illuminazione, posizionare lo schermo del computer in modo da evitare l’abbagliamento, in particolare l’illuminazione dall’alto o dalle finestre; si consiglia inoltre di usare per le lampade da scrivania lampadine a basso voltaggio;

-schermi antiriflesso, se non è possibile minimizzare l’abbagliamento da fonti di luce, è consigliabile utilizzare un filtro antiriflesso;

-seduta, le sedie dovrebbero essere comodamente imbottite e conformi al corpo, l’altezza della sedia deve essere regolata in modo che i piedi poggino sul pavimento. Se la sedia ha i braccioli, dovrebbero essere regolati per fornire supporto alle braccia mentre si digita, mentre i polsi non dovrebbero poggiare sulla tastiera durante la digitazione.

Per prevenire e ridurre lo sviluppo di sintomi associati alla Computer Vision Syndrome è importante associare esami oculistici regolari a corrette abitudini di vita, sia nel tempo destinato al lavoro che in quello dedicato allo svago.

 

Fonti:

-https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/311664/9789241550536-eng.pdf?sequence=1&isAllowed=y

-https://www.aoa.org/patients-and-public/caring-for-your-vision/protecting-your-vision/computer-vision-syndrome

-Computer vision syndrome (a.k.a. digital eye strain). Mark Rosenfield. Optometry in Practice 2016 Volume 17 Issue 1 1 – 10.

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Pubblicato il
venerdì, 14 Giugno 2019
Argomento
Oculistica Pediatrica e Vizi di Refrazione