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Endoftalmiti post-cataratta in soggetti con diabete di tipo 2: cosa dicono gli studi?

Il trattamento insulinico in pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 (DMT2 2) è strettamente associato ad un aumento di rischio di endoftalmiti post-chirurgia della cataratta (PCE, post-cataract surgery endophthalmitis). Questo risultato emerge da una ricerca pubblicata sull’International Journal of Ophthalmology.

 

La chirurgia della cataratta è la chirurgia intraoculare più comune nella pratica oftalmologica. Oggi, infatti, grazie al progresso tecnologico sia sul piano della strumentazione che della pratica clinica e chirurgica, quest’intervento è diventato sempre più sicuro e veloce. Tuttavia, come in tutte le manovre di tipo chirurgico, anche l’intervento della cataratta può avere delle complicanze. Tra queste, una delle più severe è proprio l’insorgenza di processi infiammatori a carico delle porzioni più interne dell’occhio, le endoftalmiti.

 

Diversi studi hanno messo in evidenza che i soggetti affetti da diabete che si sottopongono ad un intervento chirurgico hanno una probabilità maggiore di sviluppare un’infezione post-operatoria nel sito dell’intervento, ma nessuna ricerca prima d’ora aveva analizzato la correlazione tra endoftalmiti post-chirurgia della cataratta in una nicchia di pazienti con DMT2.

Un team di ricercatori dell’Università di Bangkok (Thailandia) e del Michigan (USA) ha condotto uno studio retrospettivo su 194 soggetti affetti da DMT2 che si erano sottoposti ad intervento di cataratta. Per la prima volta è stato riportato un tasso di incidenza della PCE in pazienti diabetici pari allo 0,1% e che quindi risultava significativamente maggiore rispetto a quelli non diabetici. Attraverso un’analisi multivariata di diversi fattori, gli Autori dello studio hanno affermato che il trattamento insulinico era l’unico fattore statisticamente significativo associato ad un aumentato rischio di PCE rispetto ai pazienti senza alcun trattamento insulinico. Inoltre, l’esame microbiologico delle PCE ha mostrato che tra i campioni colturali positivi, il più comune agente patogeno era lo Stafilococco spp.

 

I dati riportati sono gli unici sino ad oggi, per cui gli Autori stessi dichiarano che sono necessari ulteriori studi, ad esempio sui livelli sierici di emoglobina glicata preoperatoria (HbA1c) e glicemia a digiuno post-operatoria, per validare l’effettivo uso di marcatori glicemici peri-operatori come fattori di rischio per PCE.

 

Fonte:

Sukhum Silpa-archa et al. Risk factors for endophthalmitis after cataract surgery in diabetic patients: a case control study. Int J Ophthalmol, Vol. 12, No. 3, 2019

 

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Pubblicato il
giovedì, 14 Novembre 2019
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