La sindrome di Charles Bonnet (CBS: Charles Bonnet Syndrome) è una condizione caratterizzata da allucinazioni visive che insorgono in persone colpite da deficit oculari, ma che non sono affette da patologie psichiatriche o disordini cognitivi.
La CBS è una condizione piuttosto frequente, che molto spesso non viene correttamente diagnosticata e che tuttora non è del tutto conosciuta, sia dai medici che dai pazienti.
Nuove linee guida
Un gruppo di ricercatori del Kingâs College di Londra ha pubblicato a gennaio 2026 su Nature le nuove linee guida per identificare e gestire la CBS nella routine clinica dei laboratori oftalmologici.
Questo protocollo interdisciplinare è stato sviluppato da esperti in allucinazioni e ricercatori con lâobiettivo di integrare le evidenze cliniche con lâexpertise ricavata dal mondo reale con lo scopo di ridurre lâimpatto che può avere la sindrome di Charles Bonnet.
Le allucinazioni visive
Le esperienze allucinatorie possono includere la visione di forme semplici, ma anche immagini complesse di persone, animali o paesaggi.
Nel caso della sindrome di Charles Bonnet le allucinazioni sono puramente visive, mentre la capacitĂ cognitiva si mantiene integra. Infatti, in presenza di altre manifestazioni sensoriali o di perdita della capacitĂ cognitiva bisognerebbe prendere in considerazione la presenza o la coesistenza di patologie psichiatriche o cognitive.
La corretta anamnesi del paziente dovrebbe includere insorgenza, frequenza, durata e contesto in cui si manifestano le allucinazioni.
Tra i possibili meccanismi di innesco sono da includere: abbagliamento, senso di affaticamento e stress.
In termini di diagnosi differenziale bisogna considerare che la percezione di lampi di luce o di linee a zig zag, può configurare una âteichopsiaâ cioè un deficit visivo temporaneo che può durare fino a 20 minuti con successivo ritorno ad una visione normale. Unâombra simile ad un sipario potrebbe, invece, essere il primo sintomo di un distacco di retina, cioè di unâemergenza oculare che richiede un intervento immediato.
Frequenza
Gli Autori dello studio hanno sottolineato come la sindrome di Charles Bonnet possa insorgere in presenza di unâampia gamma di patologie oculari associate a perdita visiva.
Gli studi epidemiologici stimano che la CBS possa colpire un paziente su cinque, tra coloro che frequentano i centri di ipovisione per patologie che determinano una progressiva perdita della vista.
Talvolta le allucinazioni possono essere indotte o esacerbate da alcune classi di farmaci, tra cui gli inibitori di pompa protonica, spesso prescritti per problematiche gastrointestinali, e gli agenti psicotropici con preminenti effetti antimuscarinici, somministrati per trattare alcune patologie neurologiche.
Farmaci che hanno un impatto sulla funzione vascolare, inclusi i nitrati, i calcioantagonisti, gli ACE inibitori, i triptani e i farmaci simpaticomimetici, possono alterare il flusso sanguigno retinico o cerebrale ed essere associati a scintillii, effetti alone, lampi di luce.
In questi casi la terapia medica dovrebbe essere rivista con il medico di medicina generale o con lo specialista, che seguono il paziente per decidere un aggiustamento della posologia oppure la sostituzione con unâalternativa appropriata.
Meccanismo dâinsorgenza
Il meccanismo di insorgenza delle allucinazioni visive sembra basarsi su âreleaseâ o âde-afferentationâ, in cui un ridotto input visivo porta ad unâaccresciuta eccitabilitĂ della corteccia visiva.
Ă importante sottolineare che il rischio di allucinazioni cresce in proporzione a patologie che determinano una perdita visiva piĂš grave, ma la CBS può anche verificarsi quando lâacuitĂ visiva è relativamente preservata.
Approccio al paziente
Un aspetto clinico chiave è che molti pazienti colpiti da CBS tendono a non rivelare spontaneamente di soffrire di allucinazioni, se non di fronte a quesiti specifici, spesso per la paura di essere giudicati mentalmente instabili.
Per superare questa riluttanza, i ricercatori propongono di utilizzare un approccio chiaro e rassicurante , con quesiti del tipo âAlcune persone con condizioni oculari simili vedono occasionalmente cose che non ci sono davvero. Le è mai successo qualcosa di analogo?â.
Se il paziente riferisce di soffrire di allucinazioni visive, le linee guida suggeriscono di esplorare i dettagli: momento dellâinsorgenza, frequenza, durata, meccanismi di innesco, e impatto emotivo di questi disturbi visivi.
Approcci qualitativi
Sono stati elaborati anche alcuni strumenti di valutazione validati per la caratterizzazione della CBS, quali il North-East Visual Hallucination Interview (NEVHI) e il Questionnaire de RepÊrage du Syndrome de Charles Bonnet (QRSCB), che però potrebbero essere difficili da somministrare in contesti con molti pazienti e tempi operativi ristretti, come spesso accade in molti laboratori oftalmici.
Gestione del paziente
Lâeducazione del paziente costituisce un vero e proprio intervento terapeutico poichĂŠ una volta rassicurato che la CBS rappresenta una condizione non di natura psichiatrica, circa il 70% dei pazienti riferisce una marcata riduzione dello stress legato a questi sintomi visivi.
Per coloro che rimangono sotto stress, gli autori delle linee guida suggeriscono delle strategie cognitivo-comportamentali e ambientali per ridurre intensitĂ e frequenza dei sintomi della CBS: tecniche di ammiccamento o distrazione, ginnastica oculare, miglioramento della luce ambientale e metodi di rilassamento, come gli esercizi di meditazione o respirazione.
Nel caso di un persistente impatto negativo della CBS, quando le allucinazioni sono accompagnate da un impatto negativo sulla qualità di vita con stati di ansia, paura o depressione si raccomanda di indirizzare il paziente a forme di supporto psichiatrico o neurologico.
Questi pazienti, infatti, possono trovarsi a gestire delle difficoltĂ dovute ai sintomi allucinatori che possono portare ad un accresciuto rischio di riduzione dellâattivitĂ lavorativa e delle relazioni sociali.
Il sostegno psicologico da parte di clinici specializzati, successivo alla diagnosi di sindrome di Charles Bonnet, può essere determinante nel ridurre lo stigma e migliorare le condizioni psicologiche del paziente.
Possono anche essere presi in considerazione interventi di tipo farmacologico, che hanno dimostrato effetti benefici in alcuni case report. I farmaci che si potrebbero somministrare includono antiepilettici, antipsicotici, antidepressivi e inibitori della acetilcolinesterasi.
Esistono report anche sul potenziale beneficio di tecniche di neuromodulazione, quali la stimolazione diretta transcranica. Tuttavia questi ultimi approcci sono tuttora a livello sperimentale e richiedono ulteriore valutazione prima di essere introdotti nella pratica clinica di routine.
- Jones, L., ffytche, D.H. & Moosajee, M. Management of Charles Bonnet syndrome in routine eye care services. Eye (2026). https://doi.org/10.1038/s41433-025-04215-0
- Christoph SE, Boden KT, Siegel R, Seitz B, Szurman P, Schulz A. The prevalence of Charles-Bonnet syndrome in ophthalmic patients: a systematic review and meta-analysis. Brain Res Bull. 2025;223:111282.
- daSilva Morgan K, Collerton D, Firbank MJ, Schumacher J, ffytche DH, Taylor JP. Visual cortical activity in Charles Bonnet syndrome: testing the deafferentation hypothesis. J Neurol. 2025;272:199.
