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Glaucoma: identificata una tirosina fosfatasi alla base dell’aumento della pressione intraoculare e della neurodegenerazione glaucomatosa

Il glaucoma rappresenta una delle principali cause di menomazione visiva e cecità irreversibile. A livello globale oltre 60 milioni di persone ne soffrono e questo numero potrebbe arrivare ad oltre 111 milioni nel 2040.

Il glaucoma è una malattia neurodegenerativa e multifattoriale, caratterizzata da danno al nervo ottico e apoptosi delle cellule gangliari retiniche (RGC). La forma più comune è il glaucoma primario ad angolo aperto (POAG) ed il principale fattore di rischio è rappresentato dall’innalzamento della pressione intraoculare (IOP). Diversi studi indicano che la patogenesi del glaucoma è influenzata dalla risposta macrogliare e che l’attivazione della microglia e del complemento svolgono un ruolo chiave nell’instaurarsi di questa patologia. Tuttavia, gli esatti meccanismi molecolari alla base della neurodegenerazione glaucomatosa non sono ancora del tutto chiari.

I ricercatori dell’Università di Bochum (Germania), in collaborazione con l’Università di Toronto (Canada) e di Denver (Colorado), hanno recentemente pubblicato uno studio sul ruolo della PTP-Meg2 (proteina megacariocitaria tirosina fosfatasi-2) nella neurodegenerazione glaucomatosa. L’attenzione degli studiosi nei confronti di questa proteina nasce dal ruolo, notoriamente cruciale, che i membri della superfamiglia delle proteine tirosin-fosfatasi (PTP) svolgono in numerose malattie degenerative e dai dati, ancora carenti, relativi ai modelli di espressione ed ai potenziali ruoli funzionali che queste svolgono, invece, nella retina.

 

Lo studio tedesco, pubblicato recentemente su Molecular Neurobiology, indaga la potenziale rilevanza funzionale di Meg2 nella neurodegenerazione retinica, analizzando topi knockout (KO) ed eterozigoti (HET) per Meg2. Il team di ricercatori, utilizzando un approccio di microarray e PCR quantitativa in tempo reale (RT-qPCR), ha evidenziato nei topi HET-Meg2 una disregolazione di numerosi geni altamente associati alla degenerazione della retina ed un progressivo innalzamento della IOP età-dipendente. Le analisi ultrastrutturali ed immunoistochimiche hanno, inoltre, mostrato una grave degenerazione del nervo ottico accompagnata da una drammatica perdita di RGC. I topi HET-Meg 2 mostravano, ancora, micro- e macrogliosi reattiva ed attivazione precoce della cascata del complemento con una pronunciata deposizione del complesso di attacco alla membrana (MAC) nella retina e nel nervo ottico. In seguito a trattamento con farmaci anti-glaucomatosi, i topi HET-Meg 2 mostravano una significativa diminuzione della IOP che impediva la perdita di RGC e l’invasione della microglia. Gli autori, infine, mediante le registrazioni dell’elettroretinogramma (ERG) hanno evidenziato una riduzione dell’ampiezza delle onde a e b, indicando una compromissione della funzionalità retinica.

Lo ricerca dimostra, inoltre, che la perdita di Meg2 in topi eterozigoti è sufficiente a causare l’aumento della IOP e la neurodegenerazione glaucomatosa.

Gli autori concludono suggerendo l’uso di topi HET-Meg2 come modello in vivo di neurodegenerazione utile ad esplorare il meccanismo molecolare alla base del glaucoma. Inoltre, i topi Meg2-deficienti potrebbero essere un promettente strumento per lo sviluppo di nuove terapie, per lo screening di farmaci neuroprotettivi e per l’identificazione di potenziali biomarcatori.

Fonte

-Heterozygous Meg2 Ablation Causes Intraocular Pressure Elevation and Progressive Glaucomatous Neurodegeneration. Jacqueline Reinhard et al. Molecular Neurobiology, Oct 2018.

 

 

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Pubblicato il
venerdì, 30 novembre 2018
Argomento
Glaucoma