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Carenza di vitamina d, un importante indicatore di retinopatia diabetica proliferante

La retinopatia diabetica (RD) è una grave patologia oculare che può colpire le persone affette da diabete. Si stima che l’RD affligga 93 milioni di persone in tutto il mondo e che, all’incirca nel 18% dei casi, si presenti nella sua forma più avanzata, la retinopatia diabetica proliferante (PDR, Proliferative Diabetic Retinopathy) che, se non trattata adeguatamente, può portare alla cecità. Con la continua diffusione del diabete, anche l’RD che può essere ad esso associata è destinata a diventare sempre più frequente, per cui è necessario che la ricerca scientifica continui ad indagare su questa malattia per comprenderne meglio i meccanismi di insorgenza, così da sviluppare sistemi che consentano diagnosi più tempestive e trattamenti di maggiore efficacia.

 

RD e vitamina D

Già da diversi anni è noto che le persone affette da RD mostrano livelli inferiori di vitamina D nel sangue rispetto ai soggetti sani, suggerendo che la carenza di questa vitamina possa giocare un ruolo nello sviluppo della malattia. Secondo alcuni studi, infatti, la bassa concentrazione di vitamina D nel sangue altera i meccanismi di produzione dell’insulina, l’ormone preposto al controllo della glicemia, e il cattivo controllo glicemico che ne consegue porta, a sua volta, a un incremento del rischio di sviluppare l’RD. La vitamina D, inoltre, quando è presente in quantità normali, aiuta a contrastare l’insorgenza e la progressione della RD esercitando un duplice effetto protettivo nei confronti della retina:

-la forte azione antinfiammatoria esercitata dalla vitamina D, infatti, previene i danni che portano alla degenerazione dell’epitelio pigmentato retinico, una componente cruciale per il corretto funzionamento della retina;

-infine, la vitamina D è dotata di proprietà antiangiogenetiche, cioè è in grado di contrastare la proliferazione di nuovi vasi sanguigni. Quest’ultima funzione è particolarmente importante nella prevenzione della RD, poiché l’alterazione della vascolarizzazione della retina è una delle caratteristiche principali della malattia.

 

Vitamina D come biomarker per la retinopatia diabetica proliferante (PDR)

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che la carenza di vitamina D nel sangue è associata alle forme più gravi di RD. Una ricerca recentemente pubblicata, inoltre, ha dichiarato che una concentrazione di vitamina D nel sangue inferiore ai 18.6 ng/mL può indicare la presenza della forma più avanzata di RD, la retinopatia diabetica proliferante (PDR), attualmente diagnosticata tramite l’impiego di tecnologie che consentono di osservare alcune parti dell’occhio, come la fotografia a colori del fondo oculare. Secondo questo studio, sottoporre le persone affette da RD a un dosaggio della vitamina D eseguito su un campione di sangue rappresenterebbe un metodo semplice ed efficace per individuare tempestivamente i pazienti affetti dalla forma più grave della malattia. Un’individuazione precoce di questi soggetti consentirebbe di pianificare correttamente il calendario dei controlli periodici da eseguire per monitorare lo stato di progressione della malattia e la scelta delle migliori strategie di trattamento.

 

Fonti:

  • Nadri G. et al, Serum vitamin D is a biomolecular biomarker for proliferative diabetic retinopathy. Int J Retina Vitreous. 2019; 5:31
  • Jenkins A.J. et al, Biomarkers in Diabetic Retinopathy. Rev Diabet Stud. 2015; 12(1-2):159–195
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Pubblicato il
mercoledì, 11 Dicembre 2019
Argomento
Retina