curiosità

Un percorso d’Arte indimenticabile: a “occhi chiusi”

Vi è mai capitato di effettuare una visita in uno dei più importanti Musei al mondo e di pensare: e se non avessi la possibilità di ammirare tanta bellezza?

Fig. 1Questa testimonianza, frutto di una esperienza toccante e indelebile, nasce da un incontro con una ragazza ipovedente, davvero molto molto speciale, e da un suo invito rivolto a “noi” vedenti a visitare alcune aree dei Musei Vaticani, ma all’unica condizione di tenere gli “occhi chiusi”.
Rapite da una grande emozione nonché curiosità, accettiamo l’invito con particolare entusiasmo.
Iniziamo questo percorso con l’analisi di un capolavoro di Mirone che raffigura la Dea Atena e Marsia.
Chiudiamo, dunque, gli occhi e ci accingiamo ad affrontare questa delicata avventura con l’ausilio prezioso delle nostre guide ipovedenti, ragazze straordinarie che, impegnandosi duramente, hanno saputo trarre una grande forza da quello che molti giudicherebbero un punto di debolezza.
Con garbo e delicatezza, quindi, partendo dalla statua di Marsia, databile alla prima metà del I secolo d.C., ci guidano facendoci toccare con entrambe le mani dapprima i capelli, poi il volto, il dorso e così via…conducendoci a cogliere ogni minimo dettaglio e facendoci percepire ogni singola sfumatura, liberando l’immaginazione e spiegandoci elementi che al tatto diventano molto più reali e vivi di quanto non appaiano agli occhi.
Fig. 2Molto più complesso ci è sembrato l’iter inerente alle opere pittoriche quali: la Deposizione di Caravaggio, la Trasfigurazione di Raffaello o ancora l’affresco di Melozzo.
Pur avendo a disposizione: i calchi, che riprendono fedelmente i personaggi raffigurati in ogni singola opera, le stoffe/tessuti degli abiti indossati dai soggetti del quadro e, ove presenti, udito anche gli strumenti musicali (vedi ad esempio l’affresco del Melozzo), tutti elementi utili alla comprensione dell’opera nel suo insieme, l’intuizione delle opere pittoriche risulta alquanto difficile da comprendere e conseguentemente da “vedere”.
È sorprendente, infatti, come le nostre guide riescano a farci notare dettagli che ai nostri occhi sfuggono.
Va riconosciuta certamente la genialità, la sensibilità, la dedizione e l’impegno di chi, pur avendo a disposizione tutti e cinque i sensi, ha fortemente voluto che l’arte fosse fruibile a tutti.
Sono onorata di aver avuto la possibilità di vivere questa meravigliosa esperienza che mi ha permesso di accostarmi all’arte con occhi nuovi.

Patrizia

Vedi anche il nostro articolo su “Art for the blind

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Pubblicato il
giovedì, 3 Marzo 2016
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