rassegne stampa

RASSEGNA STAMPA- OI GENNAIO 2019

Ecco a voi la nostra Rassegna stampa mensile: una selezione accurata di articoli pubblicati su riviste internazionali. Buona lettura.

1.New concepts in the diagnosis and management of choroidal metastases. Thibaud Mathis et al. Progress in Retinal and Eye Research, January 2019.

La coroide è il sito in cui si sviluppano più frequentemente metastasi oculari. L’insorgenza di metastasi coroidali è in costante aumento a causa della maggiore sopravvivenza dei pazienti metastatici e del miglioramento degli strumenti diagnostici. Ad oggi, però, non esiste alcun consenso sulla strategia di trattamento. Questa interessante review, riassume e valuta le conoscenze, ad oggi, sulle metastasi coroidali, con particolare attenzione alle scoperte più recenti in epidemiologia, patogenesi, diagnosi e trattamento.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1350946218300296

2.Challenges in management of epidemic keratoconjunctivitis with emerging recombinant human adenoviruses. Gonzalez G et al. J Clin Virol. 2019.

La cheratocongiuntivite epidemica da Adenovirus (EKC) si presenta come una grave infiammazione congiuntivale che coinvolge la cornea, che può persistere per mesi e portare ad opacità corneali e visione offuscata. L’EKC è altamente contagiosa e responsabile di epidemie a livello globale, per queste ragioni una diagnosi accurata ed il rapido contenimento sono imperativi.

Questa review analizza le caratteristiche cliniche, la pratica clinica ed i progressi della ricerca correlati all’ECK, focalizzandosi sullo sviluppo di nuovi approcci diagnostici e terapeutici.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30654207

3.The Association Between Retinopathy of Prematurity and Ocular Growth. Kardaras D. et al., Invest Ophthalmol Vis Sci. 2019.

Lo studio ha analizzato, durante le prime settimane di vita di neonati prematuri, l’associazione tra retinopatia del prematuro (ROP) e crescita oculare. I risultati della ricerca hanno mostrato che la ROP è associata ad uno sviluppo oculare ritardato, in quanto gli occhi dei neonati prematuri con ROP mostravano lunghezze assiali più corte e cornee più spesse rispetto agli occhi dei neonati prematuri senza ROP.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30640977

4.Ethnic differences between the Asian and Caucasian ocular surface: A co-located adult migrant population cohort study. Jennifer P. Craig et al. The Ocular Surface, 2019.

Lo studio ha indagato, in 206 partecipanti (103 asiatici orientali e 103 caucasici), la presenza di differenze legate all’etnicità in termini di qualità del film lacrimale, parametri della superficie oculare e sintomatologia dell’occhio. I risultati riportati evidenziano che nei partecipanti asiatici i segni ed i sintomi dell’occhio secco erano più severi rispetto ai partecipanti caucasici. Inoltre, la più scarsa funzionalità della ghiandola di Meibomio ed il più alto grado di ammiccamento incompleto, osservati tra i partecipanti asiatici, potrebbero contribuire alla predisposizione etnica allo sviluppo di secchezza oculare.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1542012418301198

5.Ocular abnormalities in morbid obesity. Teberik K et al. Arq Bras Oftalmol. 2019

L’obesità patologica è spesso associata a malattie oculari, ma i cambiamenti strutturali ed i meccanismi patogenetici che le determinano non sono ancora noti. Questo studio ha valutato gli effetti dell’obesità patologica sui parametri morfometrici di malattie oculari.

La ricerca, condotta analizzando tutti i parametri oculari di volontari obesi ed individui sani, ha rivelato che l’obesità patologica è associata ad elevata pressione intraoculare e segni di neuropatia e retinopatia. L’obesità può quindi aumentare i rischi di glaucoma e neuropatia ottica glaucomatosa.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30652762

 

6.The Oculome panel test: next-generation sequencing to diagnose a diverse range of genetic developmental eye disorders. Patel A et al. Ophthalmology, 2019.

Lo studio ha valutato un pannello diagnostico completo di Next Generation Sequencing per lo screening di tutti i geni noti per essere alla base dell’insorgenza di disturbi oculari e di malattie ereditarie dell’occhio (Oculoma). La resa diagnostica del saggio è stata valutata in una coorte pediatrica (277 bambini tra i 0-16 anni) caratterizzata da malformazioni del globo, anomalie del segmento anteriore e/o glaucoma infantile. Il design di Oculoma ha esaminato 429 geni noti per determinare patologie oculari e potrebbe potenzialmente sostituire le valutazioni multidisciplinari protratte e costose, consentendo una gestione più rapida e mirata.

https://www.aaojournal.org/article/S0161-6420(18)31858-X/pdf

7.Reading ability of children treated for amblyopia. Kugathasan L et al. Vision Res, 2019.

Diversi studi hanno riportato in bambini con ambliopia la compromissione della capacità di lettura. In realtà, i vari studi in questo ambito hanno utilizzato test non standardizzati o condizioni di lettura atipiche (monoculare o elevata distanza). Alla luce di questo, il presente studio si prefigge di confrontare, mediante test standardizzati, la capacità di lettura binoculare di bambini trattati per l’ambliopia e di confrontarla con quella di un campione rappresentativo della popolazione “normale” e con quella di gruppi usati in studi precedenti. L’analisi ha evidenziato che il gruppo di controllo aveva un’accuratezza di lettura maggiore (di una singola parola) rispetto ai gruppi ambliopia e strabismo. Tuttavia, le prestazioni medie per tutti i gruppi erano comprese nell’intervallo medio del campione normale. I risultati dello studio supportano la possibilità che sia lo strabismo che l’ambliopia possano disturbare la capacità di lettura anche dopo un trattamento di successo.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30633876

8. Therapeutic efficacy of intense pulsed light in patients with refractory meibomian gland dysfunction. Reiko Arita et al. The Ocular Surface, 2019.

Lo studio ha valutato l’efficacia e la sicurezza di un trattamento combinato di Luce Pulsata Intensa (IPL) ed espressione delle secrezioni della ghiandola di Meibomio (MGX) per il trattamento della disfunzione della ghiandola di Meibomio (DGM). A tal fine i ricercatori hanno arruolato 45 pazienti (90 occhi) che hanno ricevuto in modo casuale la combinazione IPL/MGX o solo MGX (controllo). Ogni occhio ha subito otto sessioni di trattamento ad intervalli di 3 settimane. Lo studio ha rivelato che la combinazione IPL/MGX migliorava, in pazienti con MGD refrattario, l’omeostasi del film lacrimale ed i sintomi oculari, risultando quindi un promettente trattamento di questa condizione.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1542012418302222

9.The impact of dry eye disease treatment on patient satisfaction and quality of life: A review. José A.P.Gomes et al. The Ocular Surface, 2019.

La qualità di vita (QoL) e la soddisfazione del trattamento dei pazienti con sindrome dell’occhio secco (DED) sono spesso sottostimati. Questa review ha analizzato 1500 abstract, estratti da presentazioni congressuali e riviste peer-reviewed, per estrapolarne i dati relativi alla soddisfazione del paziente trattato con lubrificanti attivi, osmoprotettori, secretagoghi ed immunomodulatori contenuti nelle formulazioni usate per la terapia di DED ed i dati di QoL. Lo studio riporta che i sintomi riferiti dai pazienti con DED miglioravano dopo il trattamento con formulazioni topiche di lacrime artificiali, di stimolanti lacrimali o con la terapia antinfiammatoria. Tuttavia, gli autori sottolineano la necessità di una maggiore quantità di dati per poter confrontare le prestazioni dei differenti principi attivi e per identificare in che modo la soddisfazione del paziente e la QoL possono essere migliorate attraverso l’uso a lungo termine dei preparati topici. Inoltre, gli autori rimarcano l’importanza di un’accurata diagnosi di DED e l’identificazione della causa principale alla base.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S154201241830034X

10.Biogeography of the human ocular microbiota. JeromeOzkan et al. The Ocular Surface, 2019.

Nell’occhio umano coesistono vari microhabitat, questo studio si è focalizzato sulla ricerca delle comunanze e differenze dei microbiomi di varie regioni dell’occhio. In particolare, il team ha valutato, in gruppi di soggetti diversi, quattro siti oculari: tessuto del margine palpebrale di pazienti con anomalie palpebrali, tessuto congiuntivale di fornici e limbus di pazienti con pterigi, tamponi della superficie oculare (congiuntivali) e tamponi della pelle del viso. Lo studio ha rivelato che i microhabitat delle aree analizzate nell’occhio umano hanno una biogeografia batterica distinta, caratterizzata da specie batteriche condivise tra più regioni e da specie, invece, che occupano una nicchia più ristretta.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1542012418302295

Per approfondire la lettura dell’articolo, clicca qui https://www.oculistaitaliano.it/articoli/biogeografia-del-microbiota-oculare-umano/

 

 

 

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giovedì, 31 Gennaio 2019
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