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Vizi di refrazione: quali sono e come intervenire?

I vizi di rifrazione sono dei disturbi oculari molto comuni e sono dovuti a condizioni anatomiche per cui la luce non viene correttamente messa a fuoco sulla retina comportando una visione sfocata. I difetti di refrazione sono responsabili di circa il 43% dei casi di disabilità visiva e, se trascurati, possono comportare dei problemi visivi che impattano sulla qualità della vita del soggetto affetto. I principali vizi di rifrazione includono:

1. La miopia

2. L’ipermetropia

3. L’astigmatismo

Miopia

La miopia colpisce circa il 20% della popolazione e comporta una visione sfocata da lontano e nitida da vicino. L’insorgenza della miopia può essere determinata da molteplici fattori, ma la causa più frequente è un bulbo oculare più allungato rispetto alla norma oppure una cornea, ovvero la parte anteriore dell’occhio, troppo curva. Ne consegue, dunque, che  la messa a fuoco della luce avviene davanti alla retina.

La miopia più essere presente sin dalla nascita, e in questo caso si parla di miopia congenita, oppure può essere acquisita, ovvero può comparire successivamente per poi stabilizzarsi intorno ai 30 anni. Se trascurata, la miopia può comportare delle complicanze serie, come il distacco della retina, il glaucoma o la cataratta.

Ipermetropia

L’insorgenza dell’ipermetropia può essere dovuta sia ad una ridotta lunghezza del bulbo oculare che da una ridotta curvatura della cornea. Coloro che sono affetti da ipermetropia hanno una visione sfocata tanto da vicino quanto da lontano poiché i raggi luminosi vengono messi a fuoco dietro la retina, esattamente al contrario di quello che avviene in presenza di miopia.

I soggetti ipermetropi, soprattutto quelli giovani, spesso non avvertono nessun sintomo perché il cristallino, la lente che permette la visione, ha la capacità di “accomodare”, ovvero di zoomare l’immagine sino a portarla nella porzione centrale della retina e permettere una visione nitida. A lungo andare però, il cristallino perde questa capacità e i soggetti ipermetropi iniziano ad avvertire i sintomi di una visione sfocata soprattutto dopo uno sforzo intenso. L’ipermetropia è spesso una concausa di affaticamento visivo, mal di testa e bruciore agli occhi. 

Astigmatismo

I soggetti astigmatici, così come gli ipermetropi, hanno una visione scarsa sia da lontano che da vicino, ma in questo caso poiché i raggi luminosi vengono messi a fuoco in punti diversi della retina. L’astigmatismo colpisce circa il 20% della popolazione italiana e spesso può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’astigmatismo comunemente è presente sia dalla nascita e solo in alcuni casi può manifestarsi come conseguenza di un evento traumatico all’occhio o come complicanza di un intervento chirurgico oculare. I sintomi associati all’astigmatismo, oltre ad una riduzione della qualità della vista, possono comprendere mal di testa, bruciore degli occhi e infine fotofobia, ossia  un’eccessiva sensibilità alla luce.

Come si può intervenire?

Prima di tutto bisogna ricordare che per evitare che i difetti di rifrazione possano compromettere la visione in maniera irrimediabile, bisognerebbe effettuare regolarmente delle visite specialistiche presso uno Specialista ogni 1-2 anni.  In linea generale, i difetti di rifrazione possono essere corretti tramite l’uso di occhiali, lenti a contatto o  con la chirurgia refrattiva.

Gli occhiali rappresentano la scelta più tradizionale per la correzione dei vizi di rifrazione poiché non necessitano di nessun intervento invasivo e non determinano complicanze.

Le lenti a contatto, invece, sono una valida alternativa agli occhiali e molti soggetti le preferiscono per un fattore estetico. E’ bene tenere a mente che, le lenti a contatto, se  non usate correttamente, possono provocare l’insorgenza di alcuni disturbi come infezioni e infiammazioni dell’occhio.

La chirurgia refrattiva, infine, rappresenta una strategia innovativa ed efficace di trattamento che mira alla totale eliminazione degli occhiali e delle lenti a contatto. L’intervento chirurgico può comportare una una modifica tramite laser della curvatura della cornea oppure, nel caso di chirurgia della cataratta, l’inserimento di una lente intraoculare correttiva delle anomalie del cristallino naturale (cataratta refrattiva). Ad oggi esistono diverse tecniche chirurgiche la cui scelta dipende dalla condizioni cliniche del paziente e dalla valutazione da parte del Medico.

Bibliografia:

-Resnikoff  S et al. Global magnitude of visual impairment caused by uncorrected refractive errors in 2004. Bulletin of the World Health Organization, 2008, 86,1.

-Nowak  MS. et al. Characteristics of Refractive Errors in a Population of Adults in the Central Region of Poland. Int. J. Environ. Res. Public Health 2018, 15, 90.

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Pubblicato il
venerdì, 9 marzo 2018
Argomento
Area Chirurgica