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Secchezza oculare: cosa è e come contrastarla

La secchezza oculare è dovuta ad un’alterazione del film lacrimale, ovvero la pellicola protettiva che lubrifica la porzione esterna dell’occhio, dovuta ad una scarsa lacrimazione o ad un’eccessiva evaporazione lacrimale.

Questo disturbo colpisce una 1 persona su 7 generalmente in età compresa tra i 65 e gli 84 anni, ma può manifestarsi in qualunque fascia d’età e con maggiore frequenza nelle donne.

La secchezza dell’occhio è causa di diversi fastidi oculari che, nei casi più gravi, possono impattare severamente sulla qualità di vita del soggetto affetto. Le lacrime, infatti, svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento del benessere del nostro occhio, assolvendo a numerose funzioni. In particolare le lacrime:

-lubrificano e idratano la cornea, ovvero la parte più esterna dell’occhio;

-nutrono la cornea perché ricche di sali minerali, enzimi e sostanze necessarie alla salute dell’occhio;

-apportano ossigeno alla porzione anteriore dell’occhio;

-svolgono un’azione antibatterica, proteggendo l’occhio da eventuali infezioni.

Quali sono le cause?

Le cause dell’insorgenza della secchezza oculare sono numerose. In generale  può manifestarsi  a causa di:

-uno stato infiammatorio della superficie oculare;

-fattori ambientali (sensibilità al fumo di sigaretta; condizioni climatiche, presenza di allergeni);

-alterazione nei livelli ormonali;

-uso eccessivo di lenti a contatto;

-uso prolungato di computer, smartphone o tablet;

-concomitanza di alcune malattie come il diabete o patologie legate alla tiroide.

Quali sono i sintomi?

La sintomatologia dell’occhio secco include tutti quei sintomi che globalmente vengono riconosciuti come “discomfort oculare”.  Essi, infatti, includono:

-bruciore;

-sensazione di avere un corpo estraneo dentro l’occhio;

-dolore e arrossamento degli occhi;

-fotofobia, ossia una eccessiva sensibilità alla luce;

-difficoltà nell’apertura della palpebra;

-visione sfocata.

Inoltre, i sintomi di secchezza oculare tendono ad aumentare in particolari condizioni come in presenza di forte vento o in ambienti molto secchi o troppo caldi.

Come viene diagnosticata?

La sindrome dell’occhio secco viene diagnosticata durante una visita oculista dove viene esaminata la quantità e la qualità del film lacrimale prodotto. Comunemente viene effettuato il test di Schirmer per misurare la quantità di lacrime prodotte e il test del “tempo di rottura del film lacrimale” per valutarne la qualità.

Come si può intervenire?

La gestione della secchezza oculare dipende ovviamente sia dalla causa che dalla gravità della sintomatologia e l’obiettivo del trattamento mira sempre ad alleviarne i sintomi. Nei casi più lievi, il rimedio più comune è l’utilizzo di lacrime artificiali o unguenti che consentono di lubrificare e idratare la superficie dell’occhio e di solito vengono applicati più volte al giorno. Se la sindrome dell’occhio secco è associata ad uno stato infettivo o a complicanze corneali, il Medico Oculista potrebbe prescrivere l’uso di antibiotici topici o di antinfiammatori.

Bibliografia:

Mohammad-Ali Javadi et al. Dry Eye Syndrome. J Ophthalmic Vis Res 2011; 6 (3): 192-198.

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Pubblicato da
Editore - martedì, 20 marzo 2018
Argomento
Dry Eye