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Le patologie vitreali: quali sono, diagnosi e trattamento

Le patologie vitreali sono delle alterazioni patologiche che colpiscono il corpo vitreo dell’occhio. Queste alterazioni comportano numerosi disturbi alla visione legati soprattutto alla presenza di corpi mobili fluttuanti, determinando delle ripercussioni sullo stato psicologico ed emotivo del soggetto affetto.

Principali patologie del corpo vitreo non legate all’età

Le patologie vitreali possono essere legate all’età o non: le prime comprendono le miodesopsie e il distacco posteriore del vitreo (http://www.oculistaitaliano.it/articoli/degenerazione-vitreale-cause-e-prevenzione/);

le seconde, invece, includono:

– l’emovitreo, una condizione oculare caratterizzata dalla presenza di sangue nel corpo vitreo, dovuta alla rottura, spontanea o indotta da traumi, di alcuni vasi sanguigni. Le emorragie che interessano il vitreo possono essere scatenate dalla presenza di patologie come l’ipertensione arteriosa, la patologia diabetica e la retinopatia diabetica proliferante, caratterizzata quest’ultima dalla formazione incontrollata di nuovi vasi sanguigni con una parete molto debole. I sintomi dell’emovitreo non sono di natura dolorosa, ma sono piuttosto caratterizzati dalla presenza di miodesopsie, i corpi mobili fluttuanti nel vitreo. In generale, nel giro di settimane o mesi il sangue presenta nel vitreo si riassorbe spontaneamente, in altri casi, invece, è necessaria la somministrazione di farmaci antiemorragici. Nei casi in cui, invece, l’emorragia è associata a un distacco retinico, un intervento chirurgico potrebbe essere la strategia risolutiva.

– la ialosi asteroide. In presenza di ialosi asteroide si ha la formazione di agglomerati sferici, conosciuti come corpi asteroidi, di colore bianco-giallo e costituiti prevalentemente da sali di calcio e lipidi. La formazione di queste sfere è dovuta a un processo di invecchiamento del collagene presente nel corpo vitreo ed, infatti, insorge nella popolazione over 60. I fattori scatenanti alla base di questa affezione oculare non sono ancora del tutto noti, tuttavia  dati clinici hanno messo in evidenza una maggiore prevalenza di questo disturbo visivo in concomitanza di alcune patologie come il diabete, l’arteriosclerosi e l’ipertensione. La ialosi asteroide è asintomatica e priva di complicazioni, per cui la sua scoperta generalmente avviene solo in seguito ad una visita oculista.

– la sinchisi scintillante, colpisce le persone di giovane età (al di sotto di 35 anni), ed è dovuta alla comparsa di numerosi corpuscoli cristallini, brillanti e di forma piatta. Questi corpuscoli si  trovano sospesi nel corpo vitreo e si muovono seguendo il movimento degli occhi. La sinchisi scintillante può insorgere in seguito a traumi, infiammazioni croniche o senza nessuna causa nota o apparente (forma idiopatica).

Vitreo primitivo iperplastico, è una patologia congenita molto rara che si verifica quando, alla nascita, non avviene la corretta regressione del corpo vitreo primario e della vascolarizzazione ialo-dea normalmente presente solo nel feto. Infatti, in un processo fisiologico normale, già a partire dal secondo mese di gestazione, iniziano ad attivarsi i processi di regressione del vitreo primario per lasciare spazio a quello secondario; se questo non avviene, o avviene in maniera incompleta, possono verificarsi due forme di vitreo iperplastico a seconda delle strutture oculari coinvolte: quella anteriore e quella posteriore. La presenza alla nascita di vitreo primitivo ipertrofico rappresenta la causa più comune di cataratta nel bambino, oltre che di glaucoma e distacco retinico.

Diagnosi

La diagnosi della degenerazione del corpo vitreo avviene tramite un’attenta anamnesi del paziente e dipende dalla fase della patologia.

 

 

Il medico Oculista, infatti, valuta attentamente la storia del soggetto affetto per capire prima di tutto se le cause sono oculari o non direttamente correlate.

Lo step successivo consiste nell’attento esame del fondo oculare.

La diagnostica oculare completa include:

-il campo visivo;

-la risposta pupillare per capire se si tratta del deficit pupillare relativo (relative afferent pupillary defect, RAPD);

-l’acuità visiva.

Nella maggior parte dei casi si effettua un’oftalmoscopia diretta. Tuttavia, in alcuni casi, questa può risultare insufficiente da sola poiché  le lacerazioni retiniche che si si verificano in seguito alla fenditura della retina, si trovano in periferia e questa tecnica non sempre riesce ad individuarle.

Trattamento

Se la patologie vitreali non sono in una fase avanzata e la retina non viene compromessa, non si ricorre ad un vero e proprio trattamento. Infatti, i sintomi principali delle alterazioni che interessano il vitreo, le miodesopsie, tendono via via ad attenuarsi col passare dei mesi perché il cervello riesce ad abituarsi alla loro presenza.

In questi casi, le strategie più usate prevedono l’uso di integratori alimentari in grado di ridurre la sintomatologia associata a queste alterazioni. In particolare, vengono raccomandati integratori a base di collagene, calcio, vitamine, acido ialuronico e glicosamminoglicani in grado di migliorare il trofismo dei tessuti connettivi.

Se le patologie vitreali si aggravano e i sintomi non si attenuano spontaneamente né con l’uso di specifici integratori, si può ricorrere a trattamenti chirurgici.

Vitrectomia

Nei casi clinici più gravi, la degenerazione vitreale prevede la possibilità di effettuare un intervento chirurgico, la vitrectomia, grazie al quale viene rimosso il gel vitreale degenerato e viene  sostituito con uno artificiale. Sebbene la vitrectomia sia un intervento risolutivo soprattutto nei casi più gravi, potrebbe essere responsabile della comparsa di alcune complicanze tra le quali la cataratta, il distacco della retina, le infiammazioni/infezioni oculari o le emorragie oculari e per questa ragione gli oculisti tendono ad effettuare questo tipo di intervento come ultima alternativa.

Vitreolisi YAG laser

Recentemente, al fine di ridurre al minimo l’insorgenza di complicanze, sono state introdotte alcune tecniche, tra cui la vitreolisi YAG laser. Con questa tecnica le miodesopsie vengono colpite, vaporizzate o allontanate dal campo visivo grazie all’uso di un fascio di luce laser. La vitreolisi non è una metodica invasiva né dolorosa e viene effettuata in ambulatorio in circa 20 minuti solo con l’uso di un anestetico topico.  Sebbene la procedura sia sicura e quasi priva di controindicazioni, non può essere applicata se i corpi mobili si trovano in prossimità della macula, ovvero la zona centrale della retina responsabile della visione centrale.

Fonti

-Kahawita S. et al. Aust Fam Physician, 43 (4): 201-3, 2014. Flashes and floaters- a practical approach to assessment and management.

-Il corpo vitreo e le patologie correlate. L’Oculista Italiano. Anno XLVII – Marzo 2016

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Pubblicato il
venerdì, 20 luglio 2018
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