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Edema maculare diabetico: nuove prospettive di trattamento

Focus sulle novità dei trattamenti intravitreali

Chi è affetto da EMD sa bene che tra i sintomi e i disagi più comuni vi sono una visione deformata e una percezione della visione a colori alterata, che possono causare una estrema difficoltà nello svolgimento di attività quotidiane, come scrivere, leggere o guidare.

In questi termini, la perdita della visione centrale determina una riduzione significativa della qualità della vita e della capacità di gestire in maniera autonoma attività quotidiane essenziali, condizioni che peggiorano notevolmente se l’EMD colpisce entrambi gli occhi. Non è raro, infatti, che chi soffre di EMD possa lamentare anche stati emotivi depressivi che si combinano ad un rischio elevato di cadute ed incidenti a seguito della perdita visiva e come tutto ciò concorre alla compromissione della capacità lavorativa.

 

Quali sono le possibilità di trattamento dell’EMD?

Ad oggi, esistono diverse strategie terapeutiche in grado di rallentare il decorso dell’EMD, indicate anche dalle linee guida nazionali.

Tra i trattamenti di prima linea per la forma di EMD che non coinvolge il centro della retina, vi è la fotocoagulazione laser, una tecnica consolidata nella gestione della malattia. Tuttavia, questo approccio può essere associato ad effetti collaterali, come la possibilità di comparsa di alcune cicatrici nella zona retinica.

Per il trattamento dell’EMD che colpisce la zona maculare, invece, è preferibile la somministrazione di farmaci intravitreali, conosciuti come agenti anti-VEGF (VEGF, vascular endothelial growth factor), in grado di contrastare la produzione massiccia del fattore di crescita dell’endotelio vascolare, e quindi di contrastare la crescita di neovasi e quindi di rallentare e migliorare la condizione patologica. Tuttavia, in questo caso, è necessario sottoporsi ad un numero elevato di iniezioni intravitreali annue e di visite mediche.

Per tutti coloro che non possono essere trattati con i farmaci anti-VEGF o che non hanno risposto adeguatamente ai trattamenti di prima linea, le linee guida indicano la somministrazione intravitreale di corticosteroidi, e tra questi il fluocinolone acetonide (FAc).

 

Edema maculare diabetico: cause e fattori di rischio

L’edema maculare diabetico (EMD) è una delle complicanze più gravi della retinopatia diabetica (RD), una patologia oculare che può insorgere nei pazienti affetti da diabete, proprio a causa degli sconvolgimenti patologici dovuti all’iperglicemia. L’EDM è caratterizzato dalla rottura della barriera emato-retinale, ossia una “protezione” che in condizioni normali impedisce l’ingresso di alcune sostanze nel tessuto retinico, e da un incremento della permeabilità vascolare che determina un riversamento di fluidi e altri costituenti plasmatici all’interno o in prossimità della macula, la porzione centrale della retina che è la più sensibile agli stimoli luminosi ed è deputata alla visione centrale distinta.

Le cause dell’insorgenza dell’EMD possono essere di varia natura e includono, processi infiammatori, angiogenetici (la formazione di nuovi vasi sanguigni) e processi legati a fenomeni di stress ossidativo, una condizione causata dalla produzione eccessiva di radicali liberi, ovvero molecole potenzialmente dannose per il nostro organismo.  I fattori di rischio per la comparsa dell’EMD, invece, possono includere:

– l’iperglicemia, ovvero gli elevati livelli di glucosio nel sangue che portano alla produzione massiccia ed incontrollata di diverse molecole tra cui il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF, vascular endothelial growth factor), responsabile dell’eccessiva produzione di nuovi vasi sanguigni e dell’incremento della loro permeabilità

-la durata del diabete, evidenze cliniche dimostrano infatti che la probabilità di comparsa dell’EMD aumenta con la durata della patologia diabetica.

 

Per chi è indicato l’impianto intravitreale a base di FAc e che vantaggi apporta?

A partire dal 2016  è disponibile anche in Italia per i pazienti che non sono sufficientemente responsivi ai trattamenti di prima linea, un nuovo trattamento intravitreale corticosteroideo, che garantisce un rilascio lento e prolungato  di fluocinolone acetonide (FAc) per un periodo totale di tre anni. In termini di efficacia, il farmaco in questione, ha dimostrato di migliorare l’acuità visiva del paziente e lo stato strutturale e funzionale della porzione centrale della macula.

Questi vantaggi si traducono in una migliore  qualità di vita. Infatti, quando non ci si attiene strettamente al regime farmacologico prescritto dal medico, ove comporti diverse iniezioni intravitreali annuali, si può andare incontro ad una riduzione del successo terapeutico e ad una maggiore probabilità di insorgenza di complicanze legate alle stesse modalità di trattamento (possibili infezioni, fastidi dovuti all’iniezione, assenze frequenti dal lavoro, etc) . L’impianto di FAc, invece, è un approccio molto pratico per tutti i soggetti affetti da EMD poiché la disponibilità di un farmaco in mono-somministrazione con una copertura di azione per almeno tre anni, costituisce un regime terapeutico più facile da seguire.

L’acquisizione della capacità visiva perduta, infine, permette al paziente affetto da EMD di tornare a svolgere le più comuni attività quotidiane e riprendere ritmi di vita normali senza la necessità di dipendere dai familiari. La riconquista della propria indipendenza contribuisce significativamente ad un benessere psicologico e ad un umore più positivo, fattori di vitale importanza per tutti i soggetti affetti da malattie croniche.

 

Infine, cosa bisogna fare per prevenire o rallentare le complicanze oculari del diabete?

Il soggetto affetto da diabete, come indicato dalle linee guida pubblicate nel 2015 dalla Società Italiana di Diabetologia (SID), per prevenire e contrastare l’insorgenza e la progressione della patologia, riducendo la possibilità di andare incontro a complicanze irreversibili, dovrebbe:

-monitorare periodicamente i livelli di glucosio ematico

-sottoporsi a visite di controllo agli occhi, che permettono di evidenziare la presenza di danni nello strato vascolare retinico.

Bibliografia:

-Linee-guida per lo screening, la diagnostica e il trattamento della retinopatia diabetica In Italia, Gruppo di Lavoro sulle Complicanze Oculari del Diabete, Società Italiana di Diabetologia, 2015

-American Academy of Ophthalmology Retina/Vitreous Panel. Preferred Practice Pattern_ Diabetic retinopathy. 2016.

 

 

 

 

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Pubblicato da
Editore - lunedì, 19 giugno 2017
Argomento
Retina