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Chirurgia della cataratta e discomfort del paziente

Gestione pre, intra e post operatoria

La chirurgia della cataratta ha raggiunto oggi standard elevati, mai visti prima.

Orfeo webLa precisione di calcolo dei biometri, l’utilizzo dei topo-aberrometri, l’impiego delle lenti Premium ad Alta Tecnologia che consentono di correggere l’astigmatismo e la presbiopia ed infine l’avvento del Femtolaser che consente di migliorare ulteriormente le già ottime performances chirurgiche dei sofisticati Facoemulsificatori, fanno dell’asportazione della cataratta un intervento di microchirurgia con elevate aspettative di tipo refrattivo che, il più delle volte, riesce a conseguire il risultato atteso.
Eppure, molto spesso, il post-operatorio di occhi perfetti già nel primo giorno, è costellato da fenomeni di disagio dei pazienti che riferiscono sensazione di corpo estraneo, lacrimazione, bruciore e fotofobia1.
Purtroppo l’atto chirurgico con il processo infiammatorio che ne consegue, l’impiego di potenti disinfettanti nel pre e post-operatorio e l’utilizzo di colliri con conservanti2, può determinare facilmente un’alterazione del film lacrimale con comparsa di tutto il corteo di sintomi che trasformano un perfetto intervento chirurgico in un insuccesso per il paziente. Anche l’esecuzione delle stesse incisioni è responsabile della sensazione di corpo estraneo che il paziente riferisce talvolta con insistenza tale da non apprezzare il recupero funzionale ottenuto (Fig. 1).

Fig. 1. L’immagine mostra l’effetto dell’incisione effettuata per la chirurgia della cataratta, valutata con la fluoresceina e la luce di Wood, tramite il Tearscope e con un’elaborazione al computer che evidenzia la scanalatura generata dall’incisione. L’incisione determina un’area di “non bagnabilità” della cornea con conseguente insorgenza di dislacrimia e sensazione di corpo estraneo.

Fig. 1. L’immagine mostra l’effetto dell’incisione effettuata per la chirurgia della cataratta, valutata con la fluoresceina e la luce di Wood, tramite il Tearscope e con un’elaborazione al computer che evidenzia la scanalatura generata dall’incisione. L’incisione determina un’area di “non bagnabilità” della cornea con conseguente insorgenza di dislacrimia e sensazione di corpo estraneo.

La dislacrimia post-operatoria può avere un decorso acuto con manifestazioni di breve durata e rientrare successivamente nel giro di poche settimane, oppure cronicizzarsi ed avere un decorso più duraturo.
I sintomi del Dry-Eye nel post-chirurgia della cataratta possono coinvolgere pazienti già affetti da una patologia preesistente, con un peggioramento della sintomatologia e pazienti precedentemente sani, senza evidenza di sintomi prima dell’atto chirurgico.

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Pubblicato da
Editore - lunedì, 15 dicembre 2014
Argomento
Area Chirurgica