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Antibiotico terapia nell’era della multiresistenza

La resistenza agli antibiotici in primo piano al Congresso SICSSO 2017.

Molto apprezzata la relazione dal titolo “Antibiotico terapia nell’era della multiresistenza”, tenuta al XVI Congresso SICSSO da Stefania Stefani, Professore ordinario di Microbiologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche dell’Università di Catania.
L’antibiotico-resistenza è un problema molto serio di salute pubblica sul piano globale. In Europa il tasso di mortalità dovuto alla resistenza microbica è di circa 25.000 persone l’anno, con un correlato incremento dei costi sul piano della spesa sanitaria.
In particolare, in Italia, la diffusione dei ceppi batterici multi-resistenti (Multi-Drug Resistant – MDR) è elevata, soprattutto se si considerano gli MRSA (Methicillin-Resistant Staphylococcus Aureus) e i batteri gram-negativi, quali Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae.
Questo scenario ha un impatto importante anche sulle infezioni oculari, come dimostrato negli studi di sorveglianza che hanno sottolineato un incremento della resistenza che raggiunge il 50% per gli MRSA e il 62% per i CoNS (Stafilococchi Coagulasi negativi), i principali patogeni implicati in endoftalmiti e congiuntiviti.
Tra le principali cause che portano alla selezione e alla diffusione degli isolati batterici multi-resistenti c’è un utilizzo insufficiente della diagnostica molecolare rapida e la tendenza dei clinici a fare affidamento sul trattamento empirico, somministrando uno o più antibiotici, senza verificare l’epidemiologia locale delle resistenze.
L’appropriatezza terapeutica è lo step principale per una gestione efficace delle infezioni. Questo si traduce nella necessità di una chiara distinzione tra profilassi e trattamento delle infezioni e nella scelta di una posologia, via di somministrazione e durata del trattamento appropriate.
È anche cruciale valutare l’incremento delle resistenze verso gli antibiotici comunemente utilizzati nel corso dell’ultimo decennio, come i fluorochinoloni, la cui percentuale di resistenza negli isolati di MRSA è di circa il 72,3-85,8%.
Alcune “vecchie” molecole, grazie al loro limitato utilizzo, risultano invece aver mantenuto la loro efficacia.
La netilmicina, per esempio, mostra ancora dati di suscettibilità immutati nel corso degli ultimi 20 anni nei confronti dei principali ceppi responsabili delle infezioni oculari, inclusi MRSA e MRSE, con valori comparabili solo al cefuroxima e alla vancomicina, entrambi non disponibili per uso topico.
La resistenza antibiotica richiede interventi tempestivi. Sicuramente comprendere la differenza tra “terapia empirica” e “terapia appropriata” e focalizzarsi sulle caratteristiche farmacologiche delle molecole disponibili sono step importanti al fine di utilizzare in modo responsabile gli agenti antimicrobici sia per il singolo paziente che per l’intera comunità.
Questo è l’importante “take home message” della relazione della Prof.ssa Stefani che l’attenta platea degli oftalmologi presenti potrà utilizzare per orientare in maniera responsabile le proprie scelte cliniche.

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Pubblicato da
Editore - venerdì, 30 giugno 2017
Argomento
Infezioni Oculari